PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

Wolfgang Rihm (1952) vai agli altri compositori

Wolfgang Rihm è nato a Karlsruhe nel 1952. Allievo di W.Fortner, K.Huber e K.H.Stockhausen, è tra i giovani compositori cui è stata attribuita la discussa definizione di "neoromantici". Si serve ecletticamente di materiali diversi, in funzione di una sanguigna drammaticità, come appare evidente nella sua fortunata opera da camera Jakob Lenz (1979).

Ländler, per pianoforte solo; opera eseguita alla Palazzina Liberty di Milano il 14 ottobre 1994
Il quieto Ländler   è stato composto a Roma nel 1979, pochi mesi prima del tumultuoso Klavierstück n° 7.
Del Ländler si ritrova la misura di base in 3/4, il fraseggiare per otto battute, la struttura con 3 Trii alternativi al refrain iniziale. L'unica indicazione dinamica è un generale e generico "leise" che un'unica nota in "fff" interrompe. Le sporadiche cadenze ritmiche e tonali, o i più che discreti suggerimenti di fraseggio (dovrà l'esecutore "caricarli" e mutarli in espliciti accenni di danza?), assai poco, e velatamente, possono evocare nostalgia verso la danza cara a Schubert e a Berg: in Rihm gli elementi tonali non sono fatti per dare gratificazione e non portano luce in un contesto ambiguo e straniato. (Bruno   Canino)

Klavierstück n° 7, per pianoforte solo; opera eseguita alla Palazzina Liberty di Milano il 14 ottobre 1994 
"Dynamic very extreme! The second note always like a shadow of the first one". È quanto si può leggere in calce alla partitura del brano ed è senz'altro indicativo di gran parte della cifra stilistica dello stesso. Notiamo, per accenno, come le indicazioni agogiche, di dinamica, di timbro ... fino a tutte le determinazioni paratestuali possano fornire indicazioni sullo stile di un'opera, tanto da poter rappresentare un insolito paradigma per una rivisitanda storia delle arti e della musica in particolare.
La scrittura del brano ricorda il rimarco per ottave, tipico del registro di ripieno organistico. Nel brano è assente una strutturazione "forte" e una lettura della partitura conferma l'idea che probabilmente sia stato composto seguendo una poetica "viscerale". L'insistenza sull'intervallo semitonale e sul tritono, unitamente alla cura particolare per la dinamica e a brandelli di sistema tonale, che affiorano nella parte centrale e finale del brano, ne fanno, di sicuro, un pezzo d'impatto emotivo. (Dario Giugliano)

 

 
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