PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

Berndt-Aloïs Zimmermann
(Bliesheim, Colonia 1918 - Colonia 1970)
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Perspektiven, musica per un balletto immaginario, per due pianoforti : opera eseguita a Milano alla palazzina Liberty il 20 ottobre 1994

Composta negli anni 1955-56 a Darmstadt, Perspektiven rappresenta il primo esempio di incondizionata adesione da parte del compositore tedesco ai dettami dello strutturalismo weberniano che nella cittadina tedesca si professavano in quegli anni. A Darmstadt Zimmermann si era recato dapprima come allievo (si specializzò con Fortner e Leibowitz), dopo aver compiuto gli studi universitari (in filosofia, filologia tedesca, psicologia e musicologia) e quelli musicali presso l'ateneo della sua città; in seguito, conseguita nel '50 la cattedra di composizione e analisi presso la stessa università, a Darmstadt Zimmermann continuò a recarsi in veste di docente. E fu appunto la partecipazione ai corsi estivi darmstadtiani che gli dettò il progressivo abbandono della poetica espressionistica che aveva segnato i suoi primi traguardi compositivi. La fase strutturalista di Zimmermann, ad ogni modo, non sarebbe durata che per poche stagioni, fino a quando cioè, dagli anni '60 in poi, non emerse la sua più vera e intima vocazione, quella teatrale, che si manifestò in una serrata produzione di balletti e nella composizione dell'opera Die Soldaten, uno dei successi più duraturi dell'intera storia del teatro musicale tedesco del Novecento.

Il sottotitolo Musica per un balletto immaginario apposto dall'autore a Perspektiven può dunque essere considerato indicativo dei futuri interessi del musicista, ma non deve trarre in inganno. Sebbene nel brano risuonino gesti musicali di una espressività calda ed immediata, infatti, nessuna azione coreografica vi è adombrata. La composizione è suddivisa in due parti, ciascuna delle quali in sé compiuta dal punto di vista formale. L'esecuzione di una soltanto di esse è permessa dall'autore, ma sconsigliabile in ragione della loro complementarità, ch'è pure un elemento di interesse formale dell'opera: tanto Perspektiven I ricalca una tradizionale forma tripartita, infatti, con un vero e proprio Allegro iniziale preceduto da introduzione lenta, uno Scherzo nella parte centrale e un Adagio in quella   conclusiva (i tempi sono chiaramente distinguibili, sebbene si avvicendino in continuità), tanto il più breve Perspektiven II presenta una forma aforistica più libera e rapsodica. Di rigoroso ed unitario in entrambe le parti v'è ad ogni modo il materiale intervallare che è derivato secondo procedimenti contrappuntistici vieppiù elaborati dalla serie dodecafonica esposta nell'incipit del brano, una serie costituita da quattro accordi di tre note ciascuno, rispettivamente affidati alle quattro mani degli interpreti. La scrittura pianistica è densa e magmatica, ritmicamente configurata in rapidi, nervosi, taglienti gesti: raramente infatti il materiale si organizza in figure che abbiano più di tre, massimo quattro note. Più che cercare un gioco d'echi, di rifrazioni, di rimandi reciproci tra i due strumenti, che pure sono presenti, Zimmermann sembra piuttosto scegliere questo organico per necessità di accumulo sonoro. L'ambito dinamico è compreso, senza tante vie di mezzo, infatti, tra il fortissimo di violenti clusters a braccio intero e il pianissimo, di quella rarefatta qualità di pianissimo, ai confini del silenzio, che ricorda chiaramente certe atmosfere weberniane. A proposito di Webern, un esplicito omaggio al musicista viennese è presente all'inizio della seconda parte del brano, ove è citata una serie del Konzert op. 24. Perspektiven è dedicato ai fratelli Kontarsky che ne furono i primi interpreti. (Enrico Girardi)

 

 

 

 
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