PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

Alfred Schnittke (1934) vai agli altri compositori

Alfred Schnittke fa parte del gruppo di compositori del cosiddetto rinnovamento della musica russa contemporanea insieme alla Gubaidulina, a Scedrin, Tischenko ed altri. Dopo le premesse sperimentali legate soprattutto alla aleatorietà, Schnittke si è orientato verso un linguaggio eclettico benché in un senso molto consapevole delle nuove correnti del pensiero musicale. Questo compositore russo di origine tedesca fa parte della "crisi dello stile" che da Mahler, Ives, Stravinskij arriva fino a Schostakovich. Il suo linguaggio spazia dall'ambito della musica cosiddetta classica a quella antica (Minnesanger, Orlando di Lasso) fino al jazz e alla musica di consumo: tutta questa per Schnittke è musica contemporanea, nel senso che mai come oggi la fruizione si estende, allo stesso tempo, a tutti i linguaggi musicali. La lezione dell'ultimo Schostakovich rappresenta in ogni caso il maggiore modello per Schnittke nella possibilità di governare strutture ampie e al tempo stesso comunicative.

Sonata per violoncello e pianoforte (1978): opera esguita a Milano ala Palazzina Liberty il 26 ottobre 1995
Largo - Presto - Largo
Nel Largo introduttivo il violoncello solo enuncia una serie di 5 note ad ampi intervalli, serie liberamente trasposta subito dopo, mentre il pianoforte presenta una scrittura più tradizionale, con una frase discendente reiterata fino a soffermarsi su lunghe triadi armoniche. Il percorso tonale di questo largo iniziale porta da un do minore-maggiore fino ad una cadenza perfetta sul tono di mi bemolle nei due ultimi accordi pianistici. Cinque accordi pizzicati del violoncello concludono il Largo.
Segue un Presto dal movimento vorticoso di quartine in scale ascendenti-discendenti, la cui scansione fraseologica è sottolineata ogni quattro battute dalle ottave gravi del pianoforte. A queste si sovrappongono poco dopo accordi di settima diminuita e triadi eccedenti sovrapposte. Il violoncello, esaurito il suo moto perpetuo, comincia (n. 7) un andamento di quinte parallele "portate". Ma è sempre l'accordo di settima diminuita a improntare armonicamente il brano, in particolare nella sezione centrale sul sol minore   in 3/2 (n. 14). Il moto di quartine, stavolta in piano , ritorna al violoncello (n. 18) e viene ripreso a chiusura di questo movimento dal pianoforte su un "fortissimo e martellatissimo sempre".
La triade di do minore-maggiore costituisce il fulcro armonico del Largo finale in cui dominano i lunghi accordi del pianoforte. Il perpetuum mobile di quartine del movimento precedente viene ripreso, in pianissimo, dal pianoforte nella sezione finale del brano concludendo   il movimento nel registro sovracuto su un lungo pedale di violoncello e pianoforte. (Francesco Attardi Anselmo)

 


 

 
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