PROFILO OPERE

Tristan Murail (1947)


Tristan Murail è nato a Le Havre nel 1947. Allievo di O. Messiaen al Conservatorio di Parigi, dove attualmente insegna musica informatica, ha fondato nel 1973 e tuttora dirige il gruppo di musica contemporanea Itinéraire. È ricercatore di musica informatica presso l'IRCAM.

Territoires de l'oubli, per pianoforte: opera eseguita a Milano alla Palazzina Liberty il 10 novembre 1994
Come spiega l'autore nel frontespizio della partitura, accanto a due fitte pagine destinate all'interprete: "Territoires de l'oubli   è un'opera studiata sulle risonanze e non sui modi di attacco, che sono considerati come un fenomeno inevitabile ma secondario, niente più che una "cicatrice" del continuum sonoro. In questo consiste l'importanza storica del pezzo, ma anche la sua originalità e il suo fascino. Il pedale di risonanza è tenuto premuto lungo tutti gli oltre 25 minuti di durata: sicché è inevitabile che i processi sonori che si accumulano l'uno sull'altro determinino anche la sostanza armonica e timbrica d'insieme, che è appunto la risultante di sommatorie di note nel tempo mobile della loro durata piuttosto che la loro verticale scansione quale appare notata in partitura.
Dal punto di vista formale la composizione è organizzata in sette ampie e ben distinte sezioni, in ciascuna delle quali è facilmente rintracciabile anche solo all'ascolto un materiale caratteristico (una cellula di nona nella sezione A, un ostinato nei gravi nella sezione B, un materiale pseudo-tematico, comunque melodico, nella sezione C e così via). Momento culminante di questa forma eptapartita è quello centrale, il quarto, che ha struttura essenzialmente accordale. Ciò determina il delinearsi di una forma ad arco:

D

C               E

B                          F

A                                      G

L'unità della composizione non è dunque data dal materiale che, come si è detto, è di varia natura nelle varie sezioni (cioè a dire, nei vari "Territori"), ma dai procedimenti di elaborazione di esso, che in ogni sezione seguono il medesimo principio sinusoidale dato da un doppio processo di accelerazione e di rallentamento ritmico e da analoghe variazioni dinamiche. L'effetto è quello di un oggetto fisso ed immutabile (all'inizio, ma solo all'inizio, il brano può apparire quasi minimalista nella sua fissità) che cangia però continuamente aspetto nel mutare del contesto dinamico ed agogico che lo trasforma. (Enrico Girardi)

 

 

 
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