PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

Pippo Molino (1947) vai agli altri compositori

Nato a Milano nel 1947, dopo studi classici e universitari ha studiato al Conservatorio di Milano con Renato Fait e Franco Donatoni, diplomandosi in Composizione e in Musica Corale. A partire dalla fine degli anni '70 emerge come una delle presenze più significative ed originali del panorama compositivo italiano. Suoi lavori sono stati premiati in vari concorsi ed eseguiti nelle più importanti sedi concertistiche, diffusi in trasmissioni radio in Europa, Giappone, Stati Uniti. Tra le sue composizioni più note: Litanie per orchestra (1979), Il canto ritrovato per orchestra (1980), Suite da "Il cavalier selvatico" per soprano, oboe e violoncello (1981-82), Cantabile per flauto e pianoforte (1983), Coro primo per 3 voci e 10 strumenti (da Eliot)(1985), Per la festa della Dedicazione per organo (1986), Itinerario 1 per pianoforte (1989), Recitativo con aria per baritono e orchestra (1990), La pretesa umana , dramma musicale in un atto per baritono, recitante e 8 strumenti (da Solov'ev)(1991), Itinerari per orchestra d'archi (1994), Frammento D (1993) e C (1996) per chitarra, Angelus per soprano, mezzosoprano e orchestra d'archi (1997), Concerto per flauto e archi (2002), Che fai tu, luna in ciel? per voce recitante e orchestra (2003).
Ha tenuto rubriche musicologiche per la RAI ed è autore di saggi e scritti musicali.
Le sue opere sono pubblicate da Sonzogno, Curci, BMG, Carisch, Edipan, Rugginenti e sono incise
su CD Rugginenti, RCA, Edipan, Tirreno.
Nel 2000 ha pubblicato con le Edizioni Curci il Manuale di Armonia Tonale. Nello stesso anno ha fondato a Milano Arcipelago Musica, un importante centro di iniziative musicali, tra le quali la prima Biblioteca Multimediale di Musica specializzata nella musica dell'ultimo secolo.

E' docente di Composizione (cattedra di Armonia e Contrappunto) al Conservatorio di Milano.

Da lontano (1985) per arpa sola: opera eseguita alla Palazzina Liberty di MIlano il 24 ottobre 1996
Molino scrive: "La lontananza, di cui parla il titolo, è fra alcuni degli atteggiamenti dello strumento che più si riferiscono alla musica d’avanguardia usati nel pezzo, e l’eufonia delle armonie degli arpeggi, all’inizio inserite in un linguaggio spezzato, poi in un sorta di divertissement con ottave e arpeggi per moto contrario. La lontananza è anche tra la prima parte del pezzo e la seconda, la prima riunendo in un contesto comune atteggiamenti strumentali diversi, la seconda esprimendo in un linguaggio più continuo la medesima aspirazione all’unità."

 

 
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