PROFILO OPERE

Darius Milhaud (1892-1974)


Lasciato lo studio del violino per quello della composizione, Darius Milhaud venne sin da giovane in stretto contatto con l'ambiente culturale di Parigi, presso il cui conservatorio studiò con Widor, d'Indy e altri. Dopo una permanenza in Brasile che gli permise di approfondirne il folclore, nel 1918 conobbe Cocteau e Satie ed entrò nel "Gruppo dei Sei". È del 1920 il suo primo grande successo, il balletto Le boeuf sur le toit . Da allora svolse una infaticabile attività di compositore ed interprete (pianista e direttore). Trasferitosi in California all'inizio della seconda guerra mondiale, fece ritorno a Parigi nel 1947.

Suite op. 157b (per clarinetto , pianoforte e violino ): opera eseguita a Milano alla Palazzina Liberty il 19 ottobre 1995
La Suite riunisce nella sapienza del linguaggio colto spunti leggeri, jazz e folk. Il gusto per il divertimento non lascia adito a smentite già dall' Ouverture che, ironizzando con la pomposità della tradizione e giocando allo stile cabarettistico, rivela l'originaria destinazione teatrale per una pièce noire di Jean Anouilh, come è del resto per tutti e quattro i pezzi. Decisamente colti, invece, il secondo brano (una vera invenzione contrappuntistica dal fascino naïf) e l' Introduzione al quarto pezzo. Stilemi ritmici e melodici tratti dal folclore della Provenza (luogo natale dell'autore) compaiono nel terzo, una danza per i soli clarinetto e violino, e nell'ultimo, una farandola trasfigurata dai ritmi del Carnevale di Rio.

Sonatina per due violini - Duo per due violini: opere eseguite a Milano al Tearo Litta il 10 maggio 1999
In un secolo in cui i compositori si sono spesso distinti per una produzione estremamente rarefatta, controllata, con alcuni casi al limite dell’afasia (valga per tutti l’esempio di Franco Evangelisti, cui sono accreditati non più di una decina di lavori), il nome del musicista provenzale di origine ebrea Darius Milhaud spicca soprattutto per la straordinaria prolificità: un catalogo di 443 numeri d’opus, che copre tutti i generi musicali e che si distribuisce in un arco di attività che si estese per oltre sessant’anni. Immagini solari, contorni nitidi, strutture chiare, fondate su un linguaggio prevalentemente politonale, sono caratteristiche costanti della sua musica, ivi compresi la Sonata e il Duo per due violini. Entrambe le opere si articolano in tre movimenti, fra i quali i due centrali, più estesi, hanno andamento lento e cantabile, mentre quelli esterni, spigliati e rapidi, risultano schizzi ricchi di colore strumentale. Degna di menzione la "Giga" (accompagnata da "Musetta") che conclude il Duo e che si colloca in quella ripresa di forme barocche tipica della musica francese della prima metà del XX secolo. (Fabrizio Dorsi)


 

 
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