PROFILO OPERE

Helmut Lachenmann (1935)

Helmut Lachenmann:"In ultimo... progettai una sorta di tipologia del suono nella quale suono e forma si assorbono dialetticamente uno dall'altra e feci riferimenti ai modelli strutturali di Darmstadt". Così lo stesso Lachenmann (1935) ha sintetizzato in un articolo apparso su un numero di Musica/Realtà del 1988 il senso della sua ricerca linguistica ed estetica all'inizio degli anni '60, all'indomani del soggiorno di studio a Venezia con Luigi Nono iniziato nel 1958. Per cogliere appieno la valenza di queste parole va ricordato che a quel tempo si era da poco consumata la rottura tra Nono e certe tendenze in atto a Darmstadt dopo l'arrivo di John Cage, tra le quali si stava imponendo quella della negazione del processo compositivo come momento storico, in quanto il primo si risolve nel preciso istante in cui si manifesta. Allo stesso tempo l'iperstrutturalismo stava volgendo al tramonto, come di lì a poco avrebbe ammesso con la consueta lucidità Pierre Boulez: " È sempre il processo estetico che produce tecniche, non viceversa".

Echo andante, Wiegenmusik, Guero: per pianoforte. Opere eseguite alla Palazzina Liberty a Milano il 9 novembre 1995
I primi due brani in programma risalgono a quegli anni - 1962/1963 - e, sulla scia di quanto stava sperimentando Nono, risolvono con efficacia il problema del rapporto suono/forma. In entrambi, infatti, la struttura portante consiste nell'alternanza, più o meno regolare, tra sezioni con pedale e sezioni senza, all'interno delle quali arpeggi, figure arpeggiate, grumi verticali, ecc. si dispongono, rispettivamente, in maniera densa e rarefatta. Forse per evitare una giustapposizione meccanica, di puro effetto, Lachenmann spesso prolunga il disegno della prima nella seconda e, inoltre, quasi sempre apre quest'ultima con un accordo, appena sfiorato, in tutto o in parte formato da note presenti nella precedente sezione con pedale. Ne consegue una sorta di moto sonoro continuo estremamente variato dal punto di vista fonico, al quale in Wiegenmusik (lett. "Musica cullante") l'uso di corone conferisce un respiro particolare.
Il terzo brano in programma, Guero , risale al 1969 e viene eseguito nella versione rivista nel 1988. Il titolo è una traslitterazione del termine spagnolo di origine africana "Güiro" riferito a un idiofono a raschiamento latino-americano utilizzato, tra gli altri, da Stravinskij nel Sacre e da Varèse in Ionisation .. Si tratta di un pezzo di effetto la cui riuscita dipende esclusivamente dall'abilità dell'interprete nel ricavare sonorità inedite, ma in teoria accuratamente previste, sfiorando con le unghie tasti, corde e altre parti meccaniche del pianoforte, che dunque da mezzo si trasforma in fine. Guero è quindi un brano "di" e non "per" pianoforte.

 


 

 
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