PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

Adriano Guarnieri (1947) vai agli altri compositori

Adriano Guarnieri, nato a Sustinente (Mantova) il 10 settembre 1947, ha compiuto gli studi presso il conservatorio di Bologna, diplomandosi in composizione con G. Manzoni e in musica corale con T. Gotti. Ha iniziato la sua attività anche come direttore, fondando a Firenze il Nuovo Ensemble "Bruno Maderna"; in seguito si è dedicato interamente alla composizione.
I suoi primi lavori, da Musica per un'azione immaginaria a L'art pour l'art?, risentono di una matrice prima strutturalista e poi informale. Con Nafshi, Recit e altre composizioni, si profila una svolta con maggior attenzione alla forma, vista non più come fatto strutturale, ma come sintesi di una molteplicità episodica in divenire. Con la serie Pierrot inizia una fase caratterizzata dalla ricerca di una sorta di "cantabilità materica". Con l'opera Trionfo della notte (1985-86 al Teatro Comunale di Bologna nella stagione '86/87 e Premio Abbiati come miglior composizione dell'anno) gli aspetti descritti si dilatano e la strumentazione viene calamitata attorno alle immagini coloristiche della "melodia". Tra i lavori più recenti vi è Romanza alla   notte n. 2 per violino e orchestra (Parma, Teatro Farnese, 20 giugno 1991); Il glicine per soprano, voce recitante, flauto e violino amplificati (Milano, Umanitaria, 2 luglio 1993); Medea, opera-film per soli, coro e orchestra, su testo e sceneggiatura di Pier'Alli da Pasolini, Euripide, Seneca (ancora in attesa di rappresentazione); Orfeo cantando... Tolse..., dieci azioni liriche su testo liberamente tratto dall' Orfeo del Poliziano (Montepulciano, Cantiere Internazionale d'Arte, 31 luglio 1994); Quare tristi, per soli, coro, due gruppi strumentali, due tube, live electronics (Biennale di Venezia, 1 luglio 1995).

Grido ai miei occhi Sarajevo (1995), per pianoforte   amplificato e 2 pianoforti su nastro amplificati; opera esegiotas a Milano alla palazzina Liberty il 9 novembre 1995
Il brano qui presentato non è comprensivo della trasformazione Live dei due pianoforti su nastro (ciò avverrà in una versione successiva). C'è una ripetizione ciclica di ogni agglomerato sonoro su tre punti spaziali. Ne viene fuori, quindi, un trio pianistico con tre fonti diverse. La forma si auto-computa in tre cicli contrastanti, quasi "sonatistici". Il brano si estende trasversalmente in ogni sua dipanazione accordale, creando "zone sonore" presso i tre punti prestabiliti.
Non c'è un richiamo contenutistico a Sarajevo: solo una "tensione" fisica proiettata in tutto lo spazio occupato dal pubblico. Tensione che parte dalla musica oltre che dal di dentro. È la musica che urla agli occhi, spettatori di un conflitto cieco ed inumano. Un pianoforte "martellante" urla sonoramente contro i gravi e violenti misfatti avvenuti sotto i nostri occhi. Testimoni! (Adriano Guarnieri)

 


 

 
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