PROFILO COMPOSITORI, AUTORI

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Paolo Castaldi, nato a Milano nel 1930, ha studiato composizione ed in seguito direzione d'orchestra con C.M. Giulini. Ha frequentato i corsi dell'Accademia Chigiana di Siena (1957-1958) e di Darmstadt (1960-1963) tenuti da P. Boulez, G. Ligeti, K. Stockhausen e molti altri noti compositori. Alla sua attività compositiva ha affiancato un costante studio del linguaggio musicale classico e contemporaneo, pubblicando saggi e monografie sia sulla propria estetica sia su autori classici (Bach, Debussy, etc.). Le sue opere sono state eseguite e radiotrasmesse in Italia ed all'estero e sono pubblicate dalle Edizioni Suvini Zerboni e Ricordi.

Idem (per flauto accompagnato): opera eseguita a Milano alla Palazzina Liberty il 12 ottobre 1995
Idem  è scritto per due parti soliste, una per flauto ed una, impersonale, per uno-sei strumenti qualsiasi.
Questa (l'«altra») dà a ciascun partecipante la libertà di aggregare a suo talento i diversi momenti di un racconto pseudopsicologico: forniti in partitura da una pagina «diversa», grande tavola realizzata a collage da fonti le più eterogenee. Essa eminentemente rappresenta un repertorio di possibili, o policrome tessere per la costruzione del «mosaico emotivo».
Questa stessa parte (la «seconda»), è però vincolata durante tutta la propria sussistenza ad un unico suono ( si bemolle ), pur fra riapparenti curiose abnormità; vistose, anche: se palesemente commisurate sulla insistenza del contesto primario.
Il comportamento del flauto (il «primo») è viceversa prigioniero di un'unica storia, la sola in certo modo precostituita, sua: e deve rispettare la sequenza pseudocausale del prima e del poi. E si potrebbero tirare in campo altre intenzioni nascoste, o dire di irruzioni imprevedute; ma se appena se ne dicesse, non sarebbero più tali. Accade spesso!
Una delle parti in gioco dovrà comprimere tutte le dinamiche del più frastagliato andamento, psicologico e fonico, in una ben ristretta scala intorno al pianissimo ; quasi che gli eventi, per essa, avvenissero in qualche modo in subordine, o le fossero suggeriti da lontano.
Un silenzio comune è il passo più intenso dell'opera - ma non si trova, come spesso accade, alla fine.(Paolo   Castaldi)

 

 


 

 
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