Il Melologo

OPODELDOK


per voce recitante, pianoforte e percussione,
testo di Jaroslav Ha'sek, tratto da "Le vicissitudini del buon soldato Svejk nella guerra mondiale" - traduzione di Rossano Pinelli
musica di Rossano Pinelli

„E così ci hanno fatto fuori Ferdinando" - così disse dunque la governante al Sig. Svejk il quale, avendo abbandonato il servizio militare anni prima in quanto era stato dichiarato cretino dalla commissione medica militare, si manteneva ora commerciando in cani, orridi mostri bastardi per i quali inventava falsi pedigree.
In più, oltre ad essere impegnato in questa professione, era affetto da reumatismi, e proprio in quel frangente si stava massaggiando le ginocchia con la pomata di òpodeldok.
„ Che Ferdinando, Sig.ra Müller?", chiese Svejk continuando a massaggiarsi le rotule. „Io conosco due Ferdinandi: uno serve al banco nella bottega del droghiere Prusi, e un giorno per errore si tracannò un flacone di lacca per capelli, e l'altro è Ferdinando Kokoska, che raccoglie le cacche di cane. Per nessuno dei due sarebbe poi un danno.
„Macché, caro signore, hanno fatto fuori il Signor Arciduca Ferdinando, quello di Konopiste, quello grasso e religioso."
„O Gesummaria, - proruppe Svejk - questa è bella. E dov'è che è successa questa cosa, al Signor Arciduca?
„ E' stato fulminato a Sarajevo, caro signore, con una pistola, sapete; si trovava laggiù con la sua Arciduchessa, in automobile.
„Voi pensate" disse Svejk „che il Signor Imperatore lasci passare la cosa così facilmente? Non lo conoscete bene: la guerra è certa. Sarà un macello; ci sarà la guerra, senza alcun dubbio."
E così intervenne il buon soldato Svejk nella guerra mondiale, con la sua gentilezza ed i suoi amabili modi. Gli storici saranno senz'altro colpiti dalla sua capacità di vedere così chiaramente nel futuro.


A causa di queste dichiarazioni Svejk venne arrestato per sobillazione e condotto in Questura Centrale per essere interrogato.
Entrando nella segreteria della terza sezione così si espresse:
„Auguro, Signori, una buona serata a tutti voi."
Venne apostrofato da un signore dalla fredda faccia da burocrate con i connotati brutalmente animaleschi, il quale aveva proprio l'aspetto del tipo criminale descritto da Lombroso:
„Piantatela di fare il cretino!"
„Non posso esservi di nessun aiuto", rispose seriamente Svejk. „Da soldato sono stato osservato da una supercommissione a causa del mio cretinismo e dichiarato cretino da una commissione speciale. Io sono cretino a tutti gli effetti."
Svejk venne perciò deferito al tribunale penale, ove venne interrogato da un magistrato:
„Voi confermate, come si evince dal verbale, che avete dichiarato e sparso la voce che scoppierà assai presto una guerra?"
„Chiedo scusa a Vostra Signoria, senz'altro scoppierà al più presto".
„E alle volte, per caso, di quando in quando, non vi capita di essere investito da una crisi di nervi?"
„Scusatemi, ma questo assolutamente non mi succede. Solo una volta sono stato investito da una certa automobile in Piazza Carlo, ma questo è successo già da qualche anno."
In seguito a queste risposte Svejk venne condotto dinanzi ad una commissione di medici legali.
Costoro erano di tre scuole di diverso orientamento scientifico e psichiatrico: ma si trovarono immediatamente d'accordo quando Svejk giunse nello studio per essere esaminato: infatti nel vedere il ritratto dell'Imperatore appeso al muro, gridò:
"Urrà per l'Imperatore Francesco Giuseppe I, signori!"
Quando Svejk uscì dall'aula medica la commissione dei tre dottori decise che il soggetto in questione era un cretino conclamato, poiché presentandosi aveva esclamato: urrà per l'imperatore, cosa che da sola bastava a dimostrare il suo stato mentale in tutta la sua evidenza.
Ma, esaminato da un'altra commissione medica, Svejk venne dichiarato abile, "Tauglich!", in quanto simulatore.
Fu così che il buon soldato Svejk si trovò catapultato nella guerra mondiale.


Il treno si stava avvicinando a Vienna. I soldati che non dormivano stavano guardando dal finestrino gli sbarramenti di filo spinato e le fortificazioni intorno a Vienna, cosa che chiaramente generava in tutto il treno una sensazione di angoscia.
Un morto, che era steso sopra un riparo con le gambe in giù, e a cui prima dell'avanzata uno shrapnel aveva staccato mezza testa con precisione chirurgica, all'ultimo secondo se l'era fatta addosso in quantità tale che continuava a colargli nei calzoni, sugli scarponi, sul riparo dove giaceva, insieme con il suo sangue. E il suo mezzo cranio, con il cervello, si trovava proprio sotto di lui.


Habt acht! Ruht! Habt acht! Rechts schaut! Habt acht! Ruht! Herstellt! Rechts um! Links um! Halbrechts! Halblinks! Links um! Links! Front! Geradeaus! Kehrt euch! Kniet! Nieder! Setzen! Auf! Setzen! Nieder! Auf Nieder! Auf Setzen! Marschieren marsch! Glied halt! Kurzer Schritt! Voller Schritt! Wechsel Schritt! Ohne Schritt! Gleicher Schritt! Glied rückwërts marsch! Glied halt! Laufschritt! Glied marsch! Schritt! Glied halt! Habt acht! kehrt euch! laufschritt marsch! Beim fuss! Schultert! Beim fuss! Schultert!


Signore Iddio, una guerra mondiale cretina come questa non l'avrei mai creduta possibile: me la figuravo totalmente diversa...

 

 

 
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