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Il nuovo evento letterario e musicale


Mia Lecomte

Pavana innevata per bambina e regina

È successo all’improvviso. Giocavamo sul balcone di legno intagliato, lo sguardo di entrambi rivolto alle nostre mani bambine, leggere tra i geranei nei vasi.
A un tratto ha alzato la testa, e mi ha guardata. Con quegli occhi. Ha alzato la testa e non era più lui. Mi ha guardata con quei suoi due occhi altrui.
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. Un ricordo drammatico, forse.
Ho imparato, nel tempo, che la vita vuole restare la sola indiscussa realtà dei nostri giorni irreali. La vita quando tutto è diverso, perduto. La vita malgrado tutto.
Ma non è mai all’improvviso. Ce ne accorgeremmo, si smaschererebbe. Non è all’improvviso che si trasforma, trasforma, ci trasforma. Mai tutto a un tratto.
Non come il suo sguardo.
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. Un ricordo confuso, forse.
Vivo in una casa di stracci, alla periferia dei pensieri.
Ma cosa ne potevo sapere, allora, di quel frammento che gli era entrato nell’occhio. Di quel frammento di specchio. Che lo specchio era infernale, e riguardava anche me. Perché c’ero anch’io nel frammento che custodiva nello sguardo, nel suo sguardo espropriato. E c’era lei, la regina.
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. Un ricordo inutile, forse.
Così se n’è andato. È partito su quella slitta grandiosa, con quella regina ermellina. Verso il cuore del suo regno di nevi. Come potevo ritrovarlo, cosa dovevo seguire, quali prove affrontare?
Il pettine magico, gli zingari, un principe con la sua principessa. E ancora?
L’eco dentro al castello di ghiaccio e quelle lettere scolpite nei cubi: E-T-E-R-N-I-T-A. Eternità.
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. Un ricordo inventato, forse.
Quante lacrime ho versato al cospetto di quell’eternità alfabetica. Tutte le lacrime, per l’evidenza della sua estraneità al mondo. A me e a lei, la regina.
E il frammento gli è uscito dall’occhio. L’ha salvato delicatamente tra le dita e lo guardava curioso. Ma cosa ritorna ad essere lo sguardo, dopo che ha conosciuto l’inferno?
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. Un ricordo placato, forse.
Vivo in una casa minuscola, alla periferia del sentimento. La regina qui accanto, in un suo castello bagnato.
Lui è in cammino, da allora. Vuole ricomporre lo specchio. Il frammento gli sfarfalla tra le dita.
Non cambia molto se il suo specchio si è infranto per sempre.
Se l’inferno può soltanto scomporsi.
Io sono vecchia ormai, racconto di un ricordo lontano. E poi taccio con lei, la regina.



Mia Lecomte
è nata Milano nel 1966 e vive a Roma. Svolge attività critica ed editoriale nell’ambito della comparatistica, e in particolare della letteratura della migrazione: dirige la collana Cittadini della poesia di Zone Editrice (Roma), dedicata alla poesia della migrazione italofona, è curatrice dell’antologia Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Firenze 2006) e con Luigi Bonaffini di A New Map:The Poetry of Migrant Writers in Italy (Los Angeles, c.s.), e ha tenuto conferenze sull’argomento in Università italiane e straniere, come la State University of New York, e negli Istituti di cultura italiana di New York e São Paulo (settimana della lingua, ottobre 2004). Insegna nella bottega interculturale “Cantiere delle storie-Voci dell’Immigrazione” di Roma, promossa dal Premio Solinas e dalla Fondazione di Liegro.
Poeta, autrice per l’infanzia e di teatro, ha pubblicato: il saggio Animali parlanti. Le parole degli animali nella letteratura del Cinquecento e del Seicento (Firenze 1995); i libri per bambini La fiaba infinita e La fiaba impossibile (Torino 1987), Tiritiritère (Bergamo 2001), Come un pesce nel diluvio (2008, c.s.); il volume fotografico Luoghi poetici (Firenze 1996), realizzato con il fotografo Sebastian Cortés; e le raccolte poetiche Poesie (Napoli 1991), Geometrie reversibili  (Salerno 1996), Litania del perduto/Litany of the lost (Prato 2002, testo a fronte in inglese. Con incisioni dell'artista canadese Erica Shuttleworth), Autobiografie non vissute (Lecce 2004).Le sue poesie sono state pubblicate in  raccolte antologiche e riviste straniere e italiane, fra cui «Poesia», «Pagine», «Semicerchio», «Specchio» de La Stampa, «L'Area di Broca», «La Mosca di Milano», «Confluences poétiques» (Fr), «Journal of Italian Traslation» (Usa), «Arquitrave» (Co), «Oroboro» (Br). È redattrice del semestrale  di poesia comparata «Semicerchio» e delle riviste letterarie online «Kùmà», «El Ghibli» e «Sagarana». Collabora a «Le Monde Diplomatique», inserto mensile del quotidiano «il manifesto».

Mia Lecomte was born in Milan in 1966 and lives in Rome. She is a critic and editor in the field of comparative literature, particularly as regards the literature of migration. She directs the series Cittadini della poesia for the publisher Zone Editrice (Rome), dedicated to migrant poetry in Italian. She has edited the anthology Ai confini dei verso. Poesia della migrazione in italiano (Florence, 2006) and, with Luigi Bonaffini, A New Map: The Poetry of Migrant Writers in Italy (Los Angeles 2006), and has lectured on this subject in Italian and foreign universities, including the State University of New York, as well as in the Italian Cultural Institute in New York and São Paulo (the Week of Languages, Octobre 2004). She teaches in the intercultural workshop "Cantiere delle storie-Voci dell'Immigrazione" in Rome, which is sponsored by the Solinas Prize and by the Fondazione di Liegro. Poet, writer of children’s books and for the theatre, she has published: the essay Animali parlanti. Le parole degli animali nella letteratura del Cinquecento e del Seicento (Florence, 1995); the children’s books La fiaba infinita and La fiaba impossibile (Turin, 1987), and Tiritiritère (Bergamo, 2001), Come un pesce nel diluvio (Rome 2008); the book of photographs Luoghi poetici (Florence,1996), with the photografer Sebastian Cortés; and the poetry collections Poesie (Naples, 1991), Geometrie reversibili (Salerno, 1996), Litania del perduto/Litany of the lost (Prato, 2002, with a facing translation in English, as well as a volume with engravings by the Canadian artist, Erica Shuttleworth), Autobiografie non vissute (Lecce, 2004). Her poems have been published in anthologies and magazines in Italy and abroad, including "Poesia", "Pagine", "Semicerchio", "Specchio" of La Stampa, "L'Area di Broca", "La Mosca di Milano", “Confluences poétiques” (Fr), "Journal of Italian Translation" (Usa), "Arquitrave" (Co), "Oroboro" (Br). She is on the editing board of the biannual comparative poetry magazine "Semicerchio" and of the online magazines "Kùmà", "El Ghibli" and "Sagarana". She collaborates with "Le Monde Diplomatique", the monthly insert of the daily newspaper "il manifesto".

 

 
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